Il gioco d’azzardo non produce più come prima

Il nostro Ministero dell’Economia e delle Finanze da sempre stila il consueto focus su tutte le imposte e quindi ha pubblicato il resoconto sugli undici mesi del 2014: è un bilancio positivo ed il suo andamento non è direttamente collegato al momento economico attuale, anche se i giochi -che erano trainanti da parecchio tempo- scendono leggermente con una percentuale dello 0,2%. In ogni caso le entrate totali relative ai giochi, sia dirette che indirette, sono risultate pari a 10.545 milioni di euro. Considerando solo le imposte indirette, il gettito delle attività di gioco (lotto, lotterie ed altri giochi) è di 10.251 milioni di euro.

Gli apparecchi da intrattenimento hanno totalizzato 3,6 miliardi, in calo del 4,6% rispetto al 2013 ed ancora più netto il calo nei confronti del solo mese di novembre dal 2013 al 2014: il dato è del -40,7% per un totale di 131 milioni. Al ribasso anche le attività di gioco passati da 420 a 364 milioni (-13,3%). Controcorrente il Lotto, che sul totale delle entrate tributarie dei giochi è a +3,8%. Questi dati dovrebbero ben far riflettere il nostro Esecutivo su tutto ciò che accade nel mondo del gioco d’azzardo: a forza di restringere le attività, permettere regolamentazioni “regionali”, campagne denigratorie, media quasi interamente schierati questi sono i risultati. Tutto il settore del gioco è in discesa ed a rischio di “vita” e così pure gli introiti del nostro “caro Erario”: altre tasse per noi poveri cittadini in arrivo? Vedremo cosa si “partorirà” dal nostro Esecutivo e dalla mente del nostro Premier…

Il gioco d’azzardo nel prossimo futuro

Sono ormai tredici le regioni che si sono dotate di una legge specifica sul mondo-gioco lecito ed altre sono già in dirittura di arrivo mentre il fermento regna sovrano anche nei Comuni dove non terminano le battaglie fra città ed esercenti le sale da gioco a colpi di regolamenti, ordinanze e pronunciamenti dei vari Tar. Quindi, cosa ci si deve mai aspettare da questo novello 2015 per il rapporto territorio-gioco lecito? Certamente, per il settore gli esami non finiranno mai, è sempre sotto tiro e sempre “osservato speciale” …. mentre il gioco illecito prosegue imperterrito per la sua strada spianata proprio dalle prese di posizione delle nostre Autorità (di vario genere). Il Piemonte, la Toscana e la Lombardia sono le Regioni che hanno “imbracciato” le armi più potenti e che continuano a dare battaglia al gioco cercando di preservare i propri territori dal gioco d’azzardo patologico.

Tutti si stanno muovendo per combattere la ludopatia, in diverse direzioni, e per ultime si aggregheranno le Regioni della Valle d’Aosta, la provincia di Trento ed il Veneto, mentre sono “in lista di attesa” la Sicilia, le Marche, il Molise e la Sardegna. Tutti cavalcano principalmente la “distanza dai luoghi sensibili”, gravi fiscali per i locali “no slot”, divieto di pubblicità del gioco, marchio “no slot” per gli esercizi “virtuosi”. Questo è ancora ciò che si ripropone per questo nuovo anno sul territorio del nostro Bel Paese sempre aspettando che il Governo decida di varare una legge valida per l’intero territorio nazionale… intanto aspettiamoci altre battaglie, sempre e comunque!

L’instabilità del gioco d’azzardo

Non è bastato che lo scorso anno sia stato pieno, anzi ricolmo, di incertezze, di manifestazioni, di provvedimenti comunali per “restringere” il raggio d’azione delle attività di gioco. Non è bastato che il nostro Esecutivo annunciasse norme di ristrutturazione del settore e normative nazionali per rendere il settore “uguale in tutta la Penisola”. Non è bastato che forse qualcuno si sia fatto, alla fine, un esame di coscienza ed abbia riconosciuto che forse il mondo-gioco ha anche “prodotto” qualcosa di buono. No… non era sufficiente. Ci è voluto questa nuova norma nella “Stabilità” che farà parlare tanto, anzi tantissimo come stiamo facendo noi perchè è una norma che penalizza l’intera filiera anche se ormai la filiera del gioco è avvezza alle sfide. Certo che 500 milioni di euro in più da versare non saranno facilmente reperibili sopratutto per un settore che è anch’esso in discesa.

Visto che questa “instabilità” del settore non farà bene a nessuno, lo stesso settore dovrà trovare la forza di reagire contro questo inizio anno che parte “proprio con il piede sbagliato” e certamente troverà nella “Stabilità un passaggio all’instabilità del settore intero, qualsiasi comparto incluso. A fatica si era riusciti a trovare un minimo di equilibrio tra i vari componenti la “catena del gioco” ma questo evidentemente al nostro esecutivo non è stato sufficiente per evitare di infierire sul mondo-gioco in modo “plateale” ed assai pesante: la sensazione che si percepisce è indubbiamente quella che il Governo abbia studiato e messo in pratica un autentico piano orientato al “massacro”.

Il gioco d’azzardo arriva alla maturità

Uno scenario a dir poco sconcertante ed apocalittico “imperversa” nel mondo del gioco d’azzardo lecito per quel che concerne le conseguenze delle norme inserite nella Legge di Stabilità che “impone” il pagamento di ben 500 milioni di euro da parte dei detentori delle slot machine. C’è nel settore una sorta di “si salvi chi può” da parte dei partecipanti alla filiera del gioco: ognuno fa per sé e si enunciano manifestazioni, scioperi, azioni legali e contrattazioni estenuanti in attesa del provvedimento -assolutamente atteso- da parte dei Monopoli di Stato che, però, potrà solo chiarire le modalità di versamento della nuova imposta e non potrà entrare nei rapporti specifici tra i vari soggetti della filiera. Insomma un caos tremendo che non lascia presagire nulla di buono….

Infatti tutto è “sospeso nell’aria” ed i detentori di apparecchi da intrattenimento si trovano da qualche giorno ad eseguire gli incassi sulle proprie macchine senza conoscere quale sarà l’effettiva ripartizione dei proventi e questo in virtù delle nuove norme della “Stabilità”. Sembra di essersi rituffati nel passato quando la filiera era ancora “una cosa astratta” e da definire e vi erano distinzioni ben definite tra esercenti, gestori, concessionari. Dieci anni indietro di conseguenza sembra essere il salto nel passato che le nuove norme hanno fatto compiere al gioco riportando gli addetti ai lavori nell’incertezza di allora da paragonarsi alla “assenza di futuro” che si para dinanzi agli operatori del gioco lecito di oggi, ma il rischio di sparire esiste davvero e, purtroppo, sembra vedersi sempre più vicino.