L’instabilità del gioco d’azzardo

Non è bastato che lo scorso anno sia stato pieno, anzi ricolmo, di incertezze, di manifestazioni, di provvedimenti comunali per “restringere” il raggio d’azione delle attività di gioco. Non è bastato che il nostro Esecutivo annunciasse norme di ristrutturazione del settore e normative nazionali per rendere il settore “uguale in tutta la Penisola”. Non è bastato che forse qualcuno si sia fatto, alla fine, un esame di coscienza ed abbia riconosciuto che forse il mondo-gioco ha anche “prodotto” qualcosa di buono. No… non era sufficiente. Ci è voluto questa nuova norma nella “Stabilità” che farà parlare tanto, anzi tantissimo come stiamo facendo noi perchè è una norma che penalizza l’intera filiera anche se ormai la filiera del gioco è avvezza alle sfide. Certo che 500 milioni di euro in più da versare non saranno facilmente reperibili sopratutto per un settore che è anch’esso in discesa.

Visto che questa “instabilità” del settore non farà bene a nessuno, lo stesso settore dovrà trovare la forza di reagire contro questo inizio anno che parte “proprio con il piede sbagliato” e certamente troverà nella “Stabilità un passaggio all’instabilità del settore intero, qualsiasi comparto incluso. A fatica si era riusciti a trovare un minimo di equilibrio tra i vari componenti la “catena del gioco” ma questo evidentemente al nostro esecutivo non è stato sufficiente per evitare di infierire sul mondo-gioco in modo “plateale” ed assai pesante: la sensazione che si percepisce è indubbiamente quella che il Governo abbia studiato e messo in pratica un autentico piano orientato al “massacro”.